mercoledì 6 gennaio 2016

Carbone vegetale: cos'è e a che serve?


Da un po' di tempo a questa parte se ne sente parlare tanto e si legge spesso tra gli ingredienti di numerosi prodotti da forno e non solo: il CARBONE VEGETALE. Ma cos'è e a che serve?

Il carbone vegetale si presenta in polvere ed è ottenuto da una combustione senza fiamma ad alte temperature (intorno ai 500 - 600 °C) in atmosfera priva di ossigeno di diversi tipi di legno (betulla, pioppo, salice, ecc) o anche da segatura o gusci di frutta secca. 

Il carbone vegetale, noto anche come carbone attivo, ha la capacità di adsorbire (ovvero legare alla sua superficie) le sostanze tossiche dal nostro organismo, in modo da impedirne l'assorbimento da parte dell'intestino e, quindi, l'immissione in circolo, favorendone, invece, l'eliminazione attraverso le feci. A livello terapeutico viene utilizzato anche in casi di avvelenamenti o intossicazioni o in preparazione ad alcuni esami clinici (come, ad esempio, l'ecografia addominale) che prevedono una pulizia gastrointestinale.

Data la sua funzione adsorbente viene, quindi, utilizzato, anche per limitare fenomeni di gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza, anche se bisogna, come con ogni sostanza estranea al nostro organismo, utilizzarla con moderazione. 

Innanzitutto, bisogna fare attenzione se si assumono farmaci. La capacità dei carboni attivi di sequestrare sostanze dall'intestino vale anche per i farmaci, che, quindi, se assunti insieme al carbone o a poco tempo di distanza )sia prima che dopo) possono avere una minore efficacia.

Un altro problema che si può riscontrare è che, utilizzato in dosi eccessive, per tempi prolungati o in condizioni in cui non ce ne sia bisogno, possa sottrarre anche sostanze "buone", come i minerali essenziali, calcio, potassio, rame, zinco o altri nutrienti di cui necessitiamo, portandoci ad una situazione di carenza.

Come additivo alimentare, secondo quanto stabilito dall'EFSA (European Food Safety Authority), la maggiore autorità a livello europeo per la sicurezza alimentare, l'utilizzo del carbone vegetale all'interno degli alimenti è autorizzato sotto forma di colorante, la cui sigla è E153 (reg. CE n. 1333/2008, reg. UE n. 1129/2011).

Sempre secondo le autorità europee (anche specificato dal Ministero della Salute, con nota del 22 dicembre 2015), il carbone vegetale non può essere considerato un ingrediente e non può comparire in etichetta come ingrediente. Gli alimenti con aggiunta di carbone vegetale non possono essere considerati "terapeutici" e non possono riportare scritte che ne indichino un utilizzo terapeutico. Inoltre, l’impiego del carbone vegetale non è ancora previsto per gli alimenti venduti con la denominazione “pane” bensì per i “sostituti del pane”, quali ad esempio grissini, cracker, gallette, pizze e schiacciate, taralli, fette biscottate, etc.

martedì 22 dicembre 2015

Come superare indenni le feste di Natale?

Mancano, ormai, 3 giorni al Natale e chi finora ha mantenuto una sana alimentazione e ha svolto una costante e corretta attività fisica inizia ad avere un po' di ansia al pensiero che i propri sforzi possano essere vanificati dai tradizionali festeggiamenti, fatti, soprattutto di eventi culinari. 

COME SUPERARE INDENNI LE FESTE DI NATALE?

Ecco qui un piccolo opuscolo da scaricare gratuitamente con alcuni suggerimenti per affrontare e gestire al meglio queste vacanze di Natale, in modo da non uscire con svariati kg in eccesso.

Per non ingrassare, è importante gestire sia i pranzi e le cene delle feste comandate, ma anche, anzi, soprattutto, i giorni compresi tra Natale e Capodanno, per cui seguite queste piccole e semplici regole ;)

Per scaricare gratuitamente l'opuscolo clicca qui

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


venerdì 11 dicembre 2015

Il nemico numero 1 delle donne: la cellulite

Quasi la totalità delle donne (parliamo di una percentuale uguale o superiore al 95%) prima o poi si ritrova faccia a faccia con il peggior nemico dell'estetica: la cellulite. Cos'è? Da dove viene? Come evitarle? Come eliminarla?

Innanzitutto, la cellulite non è esclusivamente legata a sovrappeso e obesità. Si, sicuramente queste condizioni la favoriscono, ma non in maniera esclusiva. Infatti non è infrequente vedere questi inestetismi anche in ragazze perfettamente normopeso,

La cellulite è, ormai da anni, considerata una vera e propria patologia, di tipo infiammatorio, che interessa il tessuto sottocutaneo. In poche parole avviene la rottura delle cellule adipose ed il grasso (trigliceridi) in esse contenuto si spande dello spazio intercellulare, comprimendo i vasi che interessano il microcircolo, ostacolandone, quindi, il flusso.

Questo passa attraverso vari stadi, a partire da una situazione in cui la cellulite non è visibile se non facendo il classico "test" premendo con due dita fino ad arrivare allo stadio più grave, in cui il rallentamento del microcircolo può portare alla formazione di edemi, intontimento e formicolio degli arti,

Le cause possono essere molteplici:

  • alterazioni ormonali e vascolari
  • vita sedentaria
  • stress emotivo
  • compresenza si altre patologie
  • alimentazione scorretta
  • irregolarità intestinali
  • ritenzione idrica
Inoltre ci sono fattori che possono peggiorare la situazione ove già presente, come il fumo di sigaretta e insulino resistenza.

Per limitare la presenta della cellulite e dei suoi inestetismi si deve intervenire con dei cambiamenti nello stile di vita, soprattutto nell'ambito dell'attività sportiva e dell'alimentazione.

  • Evitare esercizi che prevedano forti impatto con il terreno: no all'high impact, no alla corsa (è preferibile camminare), no salti; 
  • Evitare un'attività fisica troppo intensa: la formazione di acido lattico provoca la produzione e la liberazione di tossine muscolari che influiscono, a loro volta, su circolazione e tessuti;
  • E' preferibile scegliere esercizi che stimolino il drenaggio dei liquidi e a carico naturali.
Dal punto di vista alimentare bisogna preferire prodotti naturali, semplici, cotture brevi e non troppo elaborate, pochi condimenti.
  • Aumentare l'apporto di fibre, per migliorare il transito intestinale;
  • Scandire i pasti secondo lo schema 3 pasti principali/2 spuntini;
  • Evitare cibi grassi e fritti;
  • Evitare di eccedere con l'alcol;
  • Non esagerare con il caffè: 2-3 tazzine al giorno sono più che sufficienti;
  • Non utilizzare il sale da cucina, gli alimenti ne contengono già per conto loro o, se proprio non se ne può fare a meno, utilizzarne il meno possibile;
  • Scegliere alimenti ricchi di vitamine e minerali, antinfiammatori ed anticellulite, come meloni, kiwi, ananas, asparagi, aglio, porri. In particolare, la vitamina A ripara la perdita di elasticità del tessuto connettivo, la vitamina C rinforza i vasi sanguigni e linfatici e la vitamina E favorisce la rigenerazione del tessuto connettivo. Le vitamine del gruppo B, invece, favoriscono un'ottimizzazione della flora batterica intestinale.
  • Importante, ovviamente, è bere in maniera adeguata, almeno 1,5 l di acqua al giorno, da scegliere tra quelle povere di sodio, preferibilmente tra un pasto e l'altro e limitarne l'assunzione durante i pasti.
Attenzione anche all'abbigliamento! Usare molto spesso tacchi molto alti o indossare abiti molto stretti può, a sua volta, ostacolare il microcircolo e, quindi, favorire l'insorgenza della cellulite. Vero che il tacco ha il suo fascino, ma come in tutte le cose l'abuso è dannoso, quindi riserviamolo alle occasioni speciali!

martedì 27 ottobre 2015

Carne e tumori? Analizziamo bene

In questi giorni impazzano sul web centinaia di articoli riguardanti la connessione tra carne e tumori,  poichè di recente questo alimento è stato inserito all'interno degli elenchi relative alle sostanze cancerogene dello IARC (International Agency for Research on Cancer), un organismo del WHO (World Health Organization, nota in Italia come Organizzazione Mondiale della Sanità).

Come leggere questa notizia?

Innanzitutto, spieghiamo di che elenco si tratta.
L'IARC ha stilato 5 elenchi di sostanze, ognuno caratterizzato da un livello di probabilità di insorgenza del cancro da utilizzo di quelle stesse sostanze:

GRUPPO 1: Sicuramente cancerogene. Sostanze per le quali esistono sufficienti evidenze scientifiche per poter affermare che siano certamente correlate all'insorgenza di cancro.
GRUPPO 2A: Probabilmente cancerogene. Sostanze per le quali ci sono molti studi a favore della tesi che possano provocare il cancro, ma non ci sono ancora conclusioni ufficiali.
GRUPPO 2B: Potenzialmente cancerogene. Sostanze per le quali ci sono alcuni studi a favore della tesi che possano provocare il cancro, ma si è ancora lontani dal tirare conclusioni ufficiali.
GRUPPO 3: Non classificabili come cancerogene. Sostanze per le quali non ci sono evidenze che le correlino all'incidenza di cancro,
GRUPPO 4: Probabilmente non cancerogene. Sostanze per le quali ci sono molti studi a favore della tesi che NON favoriscano l'insorgenza di cancro.

Studi sulla correlazione tra carne e tumori sono in corso da tantissimi anni, per cui è da tanto ormai che si parla di questo rischio.
Ma allora qual è la novità?
La novità sta nel fatto che la rivista scientifica Lancet ha pubblicato una metanalisi, ovvero uno studio che raccoglie tantissimi altri studi (oltre 800) svolti su questo argomento da differenti gruppi di ricerca, con differenti background (quindi riguardanti anche aree geografiche differenti, popolazioni differenti, ecc) tutti accomunati da una stessa domanda: l'assunzione di carne rossa può provocare il cancro? e, se sì, in che misura e di che tipo?

La conclusione è stato l'inserimento della carne rossa nel gruppo 2A e della carne processata nel gruppo 1.

Ma cos'è che rende la carne rossa e la carne processata pericolose?
Innanzitutto definiamo carne processata: carne che ha subito uno o più processi di lavorazione per prolungarne la conservazione o alterarne il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura o aggiunta di conservanti.
Secondo lo studio pubblicato su Lancet, 50 g di carni processate al giorno aumenterebbero il rischio di sviluppare tumore del colon-retto del 18%. Una percentuale non indifferente, ma da leggere in relazione al rischio legato a questo tipo di alimenti: per citare Kurt Straif del WHO
  "Per un individuo, le probabilità di sviluppare un tumore del colon-retto per il consumo di carne rossa rimangono poche, ma questo rischio aumenta insieme al consumo di carne rossa".
I rischi collegati al consumo di carne rossa, invece, vanno dalla presenza di nitrati, che le conferiscono il tipico colore, la formazione dei gruppi -NO a partire dai pigmenti dell'emoglobina, o anche la presenza stessa (ed in quantità notevole) di ferro (che è sempre stato considerato un aspetto positivo, ma che, in seguito ad un consumo eccessivo può essere dannoso), fino ad arrivare al già noto problema dei grassi animali, presenti in misura maggiore rispetto alla carne bianca.
Inoltre, così come anche per la carne processata, anche la carne rossa può sviluppare sostanze nocive in base al tipo di cottura a cui è sottoposta. In particolare si fa riferimento alla cottura alla griglia, che produce molti fumi e può formare sostanze, come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), che, se metabolizzati, possono interferire con il normale funzionamento dell'organismo (es. con i sistemi endocrini) e sviluppare, nel tempo, uno stato patologico.

Ma carne e tumori non è un binomio indissolubile, fisso nel tempo né una legge stabilita dalla natura, ma il tutto deve sempre essere calato in un contesto di stile di vita ed è opportuno non farsi prendere dal panico. 

Gli studi descritti hanno preso in considerazione consumi di carne rossa nell'ordine dei 300/400 g ogni giorno e per la carne processata si parla di consumi superiori ai 200 g ogni giorno. E' molto difficile che nella nostra quotidianità arriviamo ad assumere questi quantitativi di carne, per cui, come sempre, è la dose che fa il veleno

Le regole della buona e sana alimentazione, i medici e i nutrizionisti da tanto ormai indicano sempre un consumo di carne pari a circa 3 volte alla settimana, di cui una di carne rossa, per cui, seguendo le regole basilari di una buona, varia ed equilibrata alimentazione, si è ben lontani all'esposizione a fattori di rischio per sviluppo di cancro a causa dell'assunzione di carne.
Questo significa che non bisogna lasciarsi prendere dall'ansia e dalla paura, ma desiderare sempre e comunque, per se stessi, uno stile di vita sano.



Fonte: 
Carcinogenicity of consumption of red and processed meat, Lancet Oncol 2015 Published Online October 26, 2015 

sabato 4 luglio 2015

In forma in vacanza: come mantenersi in linea anche durante le ferie!

Siete in procinto di partire per le tanto desiderate vacanze, ma avete paura di buttare in poco tempo all'aria tutti i sacrifici fatti in un anno per conservare una sana forma? A questo link potrete scaricare un piccolo opuscolo con dei consigli sull'alimentazione e l'attività fisica da seguire anche durante le ferie in modo da conservare il traguardo raggiunto ;) 

Buona lettura!


In forma in vacanza


martedì 9 giugno 2015

Arriva l'estate... e sei in linea solo su whatsapp?

Estate 2015: ecco che bussa alla porta.

Siamo pronti ad aprire oppure le toccherà fare la parte del fidanzato che attende ore in macchina in attesa che la sua bella riesca a prepararsi?

Permettetemi prima una tiratina d'orecchi: perché con 12 mesi a disposizione ci ricordiamo solo a giugno che al mare si ha l'abitudine di andare in costume da bagno e non con lo scafandro?

E' vero, i maglioni invernali invogliano ad ignorare la pancetta che cresce un po', tanto è nascosta! Ma poi, considerato che il cambio di temperature non è più così graduale come prima, ci ritroviamo dalla sera alla mattina a togliere il cappotto e lasciar posto alla t-shirt.

Questo dovrebbe bastare per stimolarci a curare un po' più costantemente il nostro corpo e, prima ancora del nostro corpo, la nostra salute.

Ok, abbiamo sbagliato, ma adesso è tutto perduto? Fortunatamente no, anche se, ovviamente, adesso bisogna lavorare con vero impegno e senza distrazioni.

Ecco alcuni consigli per riparare i danni derivanti dal lungo inverno:

1) Se siamo abituati alla comodissima colazione al bar con cappuccino e cornetto è il momento di passare a qualcosa di più salutare: una spremuta con un paio di fette biscottate ed un frutto oppure uno yogurt naturale o greco con noci o mandorle sminuzzate o un po' di frutta in pezzi da mescolare ad esso.

2) Se, invece, apparteniamo a quella schiera di persone che la colazione abitualmente la saltano a piè pari perché vanno di fretta è ora di iniziare ad introdurre questa sana abitudine, magari svegliandoci 10 minuti prima e seguendo le indicazioni precedenti, in modo da evitare di accumulare fame che porterebbe a mangiare troppo e/o male nei pasti successivi.

3) Pranzo a lavoro? Lasciamo perdere pizze, focacce, pasti confezionati, precotti o di dubbia preparazione e di cui non conosciamo gli ingredienti. Prendiamoci 10 minuti a casa, anche la sera prima, per prepararci un'insalata con un secondo piatto (petto di pollo o tacchino, polpi, gamberi, tofu) oppure cereali (riso, farro, quinoa) con dell'ottima verdura fresca di stagione. Lasciamola scondita, in modo che si mantenga croccante anche la mattina dopo e mettiamo il condimento al momento del consumo del pasto. A proposito di condimento...che sia olio extravergine di oliva, all'incirca un cucchiaio per pasto.

4) Non tralasciamo gli spuntini. Così come abbiamo la possibilità di andare al bagno o di fumare una sigaretta possiamo anche spendere 3 minuti per mangiare un frutto, anche comprensivo di buccia (come lavare bene la frutta). Uno al mattino ed uno al pomeriggio. Ci aiuteranno a non sentire fame.

5) La cena. C'è un detto, secondo cui bisogna fare "colazione da re, pranzo da principe e cena da povero", un modo per indicare che non bisogna appesantirsi troppo a cena. Il nostro orologio biologico sa che è sera e che la giornata volge al termine. A differenza del mattino, che abbiamo bisogno di energia per affrontare l'intera giornata e le sue mille attività, dopo cena ci attendono, in genere, il divano, la tv e il letto. Nei casi più fortunati, facciamo una passeggiata. Conserviamo la buona usanza del pasto completo, ovvero comprensivo di carboidrati, proteine, grassi e fibre, ma senza esagerare con le porzioni e, soprattutto, prediligendo alimenti naturali e cotture semplici, evitando condimenti eccessivi ed "extra". 

Quali sono gli extra?
I piluccamenti in attesa che la cena sia pronta.
Il formaggio utilizzato come "contorno" di pasti già completi.
Le bibite gassate, zuccherate e la birra abituale e non occasionale. 
Biscotti consumati davanti alla TV.

Naturalmente a tutto questo va associata una buona dose di attività fisica. Adesso che le giornate sono belle, scendiamo una fermata prima della metro o del bus, facciamo delle passeggiate quando abbiamo un po' di tempo libero, prendiamo la bici che sta ad arrugginire in garage, insomma ATTIVIAMOCI!!!

La natura si è risvegliata, ora tocca a noi! 


giovedì 30 aprile 2015

Si fa presto a dire metabolismo lento!

- Io non dimagrisco perché ho il metabolismo lento
- Il mio peso non cambia perché ho il metabolismo rallentato
- Qualunque dieta non funziona perché ho il metabolismo a terra

Queste e molte altre frasi simili a queste si sentono spesso in giro, durante le cene con gli amici, in palestra, chiacchierando con le amiche o leggendo sui social.
Questo metabolismo lento, che non ci permette di dimagrire, che ci fa fallire ogni tentativo di dieta, che ci fa ingrassare anche con l'acqua...CATTIVONE!

...ma siamo davvero sicuri che la colpa sia del metabolismo e non di quel bel cornettino che mangiamo tutti i giorni al bar o del pane e formaggio e mangiamo mentre attendiamo che la cena sia pronta o dei biscotti che mangiamo la sera dopo cena appena prima di andare a dormire?

Partiamo dalla definizione di METABOLISMO BASALE, che è il minimo consumo energetico di un organismo, dovuto ai quotidiani processi biologici per la sopravvivenza. Per dirla semplicemente, le calorie che bruceremmo se stessimo immobili per 24 h, senza compiere il minimo movimento e costituisce mediamente il 65% del metabolismo totale. 
Il suo valore è determinato dal funzionamento di cellule, tessuti, apparati e organi interni. Varia da persona a persona in funzione di altezza, peso, età, muscolatura ed alcuni ormoni (insulina, ormoni tiroidei, ormoni sessuali) e dalla superficie corporea. 

Al metabolismo basale va aggiunta la spesa energetica derivante dalle attività che quotidianamente vengono svolte e dalla termogenesi degli alimenti ingeriti. Sommando il tutto si ha il DISPENDIO ENERGETICO totale nelle 24 h.

A questo punto, prima di autodiagnosticarci un "metabolismo lento" poniamoci queste domande:

1) Quanti anni ho?
Inevitabilmente. con l'avanzare dell'età il metabolismo tende a rallentare (parliamo di circa il 2% ogni dieci anni), poiché la massa magra (tutto ciò che non è tessuto adiposo, quindi non solo i muscoli) tende a cedere il posto a un po' di massa grassa (motivo per cui gli standard di bilancio massa grassa/massa magra si modificano con l'età)

2) Sono uomo o donna?
Ebbene sì, gli uomini sono più avvantaggiati ed hanno un metabolismo più veloce. Le donne, essendo "programmate" per la gravidanza, il parto e l'allattamento, hanno una predisposizione ad accumulare più massa grassa rispetto agli uomini, per cui hanno anche un metabolismo più lento.

3) Quanto sono alto e quanto peso?
Le dimensioni di una persona sono importanti, poiché, ovviamente, un individuo alto 1,90 m avrà un fabbisogno energetico maggiore rispetto ad uno alto 1,55 m. Lo stesso discorso vale per gli obesi: a parità di sesso, età ed altezza, una persona di 130 kg avrà un metabolismo basale maggiore di un suo simile di 65 kg.

4) Ho problemi ormonali?
In caso di patologie tiroidee, insulino - resistenza, diabete, disfunzione degli ormoni sessuali, si può verificare un rallentamento del metabolismo.

A questo punto possiamo ben capire che stabilire che "non dimagrisco perché ho il metabolismo lento" è più un alibi che una vera causa.

Posso conoscere il mio metabolismo? Certo!
Esistono vari metodi per avere una stima sia del metabolismo basale che del dispendio energetico totale nelle 24 h, sia matematici che strumentali. 

Un ottimo strumento per la misura della spesa energetica totale è l'applicazione dell'holter metabolico: un dispositivo portatile dotato di una banda elastica da legare al tricipite sinistro e da indossare per almeno 24 ore consecutive (notte inclusa). 

Grazie alla presenza di sensori ben adesi alla cute, lo strumento registra variazioni di temperatura cutanea, dissipazione di calore e vapor acqueo (sudorazione), impedenza della cute che riflette il contenuto idrico cutaneo e la vasocostrizione (e vasodilatazione) dei capillari. Inoltre è anche un accelerometro a 2 assi in grado di registrare i movimenti del corpo.

Dall'elaborazione di questi dati, l'holter metabolico fornisce il dispendio attivo, il dispendio a riposo e il dispendio energetico totale, il numero di passi, la durata e l'intensità dell'attività fisica, nonché  la durata, la modalità e la qualità del sonno.

A questo punto...siamo davvero sicuri che non dimagriamo a causa del metabolismo lento? ;)